GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
25 NOVEMBRE 2025
Tre plessi, un’unica voce contro ogni forma di violenza

Si inivita ad una attenta RIFLESSIONE
C’è un filo rosso che unisce le aule, i corridoi, i cuori dei nostri tre plessi scolastici. È il filo della memoria, della denuncia, della speranza. Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la nostra scuola non resta in silenzio: cammina, parla, crea. Perché ogni passo è un messaggio urlato al mondo, ogni cartello, una storia da raccontare, ogni studente, un testimone attivo e partecipe contro la cultura della sopraffazione.
Le diverse iniziative hanno coinvolto tutte le sedi dell’istituto:
- La Marcia cittadina a San Marco Argentano, organizzata dal Comune, ha visto la partecipazione di scuole, famiglie, associazioni e istituzioni del territorio, con l’obiettivo comune di promuovere la cultura del rispetto dell’ascolto, della non violenza. Il cammino è partito da Piazza Riforma e, percorrendo via XX Settembre, è giunto a Piazza Duomo in tarda mattinata.
- “La scuola per la vita” è il nome che è stato dato alla marcia di sensibilizzazione contro il femminicidio a Fagnano Castello. Dalla sede del liceo, passando per la piazzetta Lanzino e per piazza Alfonso Splendore, il corteo è giunto presso piazza Aldo Moro. Nel pomeriggio si è tenuto, inoltre, il convegno “La forza delle parole” per capire, prevenire e contrastare la violenza di genere.
- Un importante e profondo momento di riflessione ha avuto luogo presso la sede di Spezzano Albanese, a cui hanno preso parte tutte le classi dell’istituto, allo scopo di far sentire la voce dei giovani sul significato delle parole libertà, rispetto, sicurezza, uguaglianza.
In un tempo che spesso normalizza l’indifferenza e la violenza, la nostra scuola sceglie di educare al coraggio, al rispetto e alla consapevolezza. Ed è importante partire dai banchi di scuola e dalla cultura, per far sì che questi valori si imprimano nei cuori delle generazioni future e si trasformino in gesti quotidiani. Perché la vera rivoluzione comincia dalle parole “mai più”.

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